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Books, ciclo “Pregiudizi letterari”

“È più facile spezzare un atomo che un pregiudizio”, diceva Albert Einstein.

Mai frase fu più vera per gli autori più famosi della letteratura occidentale. Anni di studi, di scritti critici, di film e di programmi scolastici e ancora non riusciamo ad andare oltre un “Leopardi era depresso e con la gobba” o un “D’Annunzio fascio infame”.

E allora scardiniamo i pregiudizi. Capiamo come sono nati, smontiamoli e riscopriamo autori e opere al di là dei banali luoghi comuni che intasano la strada tra noi e gli scaffali di una libreria.

Scopriremo che si può leggere Leopardi senza deprimersi, che Saffo non era una lesbica bruttarella e che un uomo può prendere in prestito Orgoglio e Pregiudizio dal comodino della sorella senza per questo sentire compromessa la propria mascolinità, perché no, Jane Austen non scriveva romanzi rosa.

A cura di Valentina Topitti

Books è inserito nel programma Wide Open Community Card

 

PROGRAMMA

-1  “Ridi con Leopardi”. La gobba, il pessimismo, la depressione. Queste sono le coordinate che nell’immaginario collettivo ci fanno individuare Giacomo Leopardi. Eppure, se facessimo un po’ più di attenzione, scopriremmo che in tutte le sue pagine della parola “pessimismo” non c’è la minima traccia. Anzi, oltre a una buona dose d’ironia, Leopardi mette nei suoi scritti anche un po’ di fiducia nell’umanità.

30 Settembre, Wide Open community day.

-2  “Jane Austen spiegata ai maschietti”. Fanciulle in amore, lettere, pizzi, pettegolezzi. Si esaurisce a questo il mondo dei romanzi di Jane Austen? E soprattutto, questo mondo ha una targhetta di genere? Probabilmente no. Cerchiamo di scoprire perché definire come “rosa” i romanzi della Austen significa fare un torto a una delle scrittrici più lette e studiate della letteratura occidentale.

-3  “Saffo, ovvero il brutto anatroccolo lesbo”. Se usiamo i termini “lesbica” o “amore saffico” per indicare un determinato comportamento sessuale, un motivo ci sarà. Eppure, non è così scontato che la poetessa Saffo, su cui aleggia anche il pregiudizio di “bruttina”, fosse davvero omosessuale. Per lo meno non nel modo in cui noi lo intendiamo oggi…

-4  “D’Annunzio e Mussolini: odi et amo”. I legami tra il poeta abruzzese e il movimento fascista sono da sempre un blasone dannunziano, assieme all’estetismo e alle stravaganze che hanno reso questo poeta il personaggio riconoscibile che è tutt’oggi nell’immaginario culturale collettivo; ma i rapporti col fascismo e con Benito Mussolini non furono così lineari come spesso si crede, nascondendo molte contraddizioni e punti oscuri. Forse D’Annunzio era un “poser” politico ante litteram? O forse è stato il regime a estromettere il suo Vate?

-5  “Lolita: come scrivere di un amore perverso senza essere depravati”. Come si può raccontare l’amore ossessivo di un uomo per una ragazzina di 12 anni senza generare pagine di scandalosa depravazione? Nabokov, con il celebre romanzo Lolita, ci è riuscito, senza fare apologie e senza immagini scabrose. Ciò nonostante, Lolita ha impiegato parecchio a trovare posto nelle nostre librerie. E tuttora c’è chi sbarra un po’ gli occhi nel sentirsi proporre questo romanzo come suggerimento di lettura.

Categories: Community Card

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