1-Le differenze fra un Coworking base Community ed un Coworking standard (Parte 1)

La modalità di lavoro denominata “coworking” ha subito un’importante impennata negli ultimi anni in termini di utilizzo nell’ambito professionale e nella vita di tutti i giorni. Numerosi sono i riferimenti ad un sistema in netta ascesa che coinvolge un’ampia schiera di persone. Urge però fare chiarezza sulle differenze di base che corrono fra attività private che creano spazi pensati e strutturati per lo sviluppo del lavoro in coworking con conseguente creazione di una  community  ed i locali condivisi da professionisti per abbassare i costi e rendere sostenibile la propria attività.

Analizzeremo, nel corso di due articoli, queste diverse realtà.

 

Il “Coworking base Community”

Un “Coworking base Community” è innanzitutto una struttura pensata per far si che i rapporti umani e professionali fra le diverse figure presenti al proprio interno siano incentivate al costante scambio di idee e competenze; le postazioni di lavoro sono dunque collocate in un ambiente open space che permette di avere una condivisione istantaneamente “fisica”. In uno spazio del genere sono inoltre solitamente presenti delle sale riunioni da poter utilizzare per ricevere clienti o semplici telefonate, zone relax dove rilassarsi o discutere in maniera informale del proprio lavoro o di argomenti che esulano da esso; in queste situazioni emerge la figura del coworking manager, che ha il compito di fare da “collante” fra le varie realtà presenti e stimolare alla collaborazione attiva oltre che coccolare i coworkers attraverso costanti iniziative che devono creare e sviluppare la cosiddetta community. Una community è quindi basata sui rapporti umani diretti: i soggetti coinvolti non dovranno necessariamente collaborare a livello professionale ma dovranno invece essere pronti a vivere l’ambiente lavorativo in un’ottica diversa rispetto agli standard tradizionali. I vantaggi di questa modalità sono da trovare nell’assenza di isolamento, nella sicurezza di avere un costo fisso invariabile (da contratto) per lo sfruttamento dei servizi inclusi, nella possibilità di lavorare a contatto con professionisti di diversi ambiti che possono incrementare le conoscenze e di conseguenza il giro d’affari e le competenze, nell’occasione di partecipare ad eventi di formazione promossi dai coworking manager, nel costo mediamente basso dei servizi dei quali è possibile beneficiare.

Un altro importantissimo compito del coworking manager, che a questo punto possiamo definire figura assolutamente centrale ed indispensabile, è quello di selezionare e conseguentemente integrare i nuovi arrivati. Per chi è abituato alle modalità classiche di lavoro questo è un passaggio molto delicato perché il mondo professionale è sempre stato visto e vissuto come una competizione dove le conoscenze vanno segretamente trattenute e mai rivelate. Oggi, fortunatamente, tutto è cambiato ed è possibile accedere con pochi click a workshop di moltissimi professionisti top al mondo a costi ridicoli (siete davvero sicuri di essere i detentori dei segreti della vostra professione? Buttate un occhio qui); l’espansione del concetto di social e di condivisione hanno prodotto un’incredibile quantità di informazioni di altissimo livello alla portata di tutti e tutto questo provoca una velocità di espansione delle conoscenze e dunque del lavoro che mai si è vista nella storia dell’umanità, è dunque inutile costruire muri dove nascondere se stessi e le proprie conoscenze, diviene invece fondamentale condividerle e riceverle in una sorta di “baratto espansivo”. Chi lavora in uno spazio di coworking basato sulla community sa benissimo che la concorrenza è un concetto ormai superato, anzi spera di trovare altri professionisti del proprio ambito per allargare le competenze o per collaborare a progetti impossibili da realizzare in solitaria.

All’interno di un sistema del genere possono generarsi inoltre realtà imprenditoriali in numerosi settori. Al momento la maggior parte degli utenti dei coworking operano nel campo creativo (grafici, designer, videomaker ecc.) e nel digitale (informatici, web designer ecc.), è facile capire quanto questi due macrosettori siano strettamente connessi e quanto gli spazi di coworking possano stimolare l’incontro fra le parti. Dal momento in cui si vengono a creare ciclicamente determinate situazioni, ecco che entrano in gioco le grandi aziende (le piccole e le medie imprese spesso peccano di processi di “imitazione” dai più grandi, potrebbero ottenere grossi risultati con il minimo sforzo). Negli spazi di coworking delle grandi città, ma non solo, sono ormai presenza fissa interi comparti di aziende leader nei propri settori (Microsoft, Google, Apple ecc.). Ma perché queste scelgono di operare anche all’interno di ambienti condivisi? Potrebbe qui aprirsi una lunga analisi sulle motivazioni, ma risponderemo semplicemente considerando la prima delle esigenze pragmatiche: hanno la necessità di stare a stretto contatto con i luoghi dove nascono e muovono i primi passi le idee. Non tirerò fuori statistiche ed infografiche su tutto un settore in fortissima ascesa (perlomeno non in questa sede), ma spero soltanto di aver fatto chiarezza sui meccanismi che sono all’origine di uno spazio di Coworking a base Community.

Piccola lista di Coworking a base Community:

Nel prossimo articolo andremo a vedere come funziona un coworking generico.

 

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Categories: Coworking

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