2-Le differenze fra un Coworking base Community ed un Coworking standard (Parte 2)

La modalità di lavoro denominata “coworking” ha subito un’importante impennata negli ultimi anni in termini di utilizzo nell’ambito professionale ma anche nella vita di tutti i giorni. Numerosi sono i riferimenti ad un sistema in netta ascesa che coinvolge un’ampia schiera di persone. Urge però fare chiarezza sulle differenze di base che corrono fra attività private che creano spazi pensati e strutturati per lo sviluppo del lavoro in coworking e la creazione di una community, ed i locali condivisi da professionisti per abbassare i costi e rendere sostenibile la propria attività.

Analizzeremo, nel corso di due articoli, queste diverse realtà.

Il coworking

 

Coworking, come ho avuto modo di spiegare brevemente nel primo sintetico (per l’argomento) articolo è una modalità di lavoro.

In questo articolo andremo ad analizzare molto brevemente i meccanismi che sono alla base di uno spazio di lavoro dove diversi professionisti dividono principalmente gli spazi di lavoro.

Un’iniziativa del genere nasce da un’esigenza fondamentalmente economica: gestire i costi di un ufficio in solitaria risulta, nella maggior parte dei casi, difficoltoso. Un ufficio moderno ha bisogno di poche cose per essere produttivo ma queste hanno spesso dei costi di gestione mediamente alti; ecco che allora il proverbio  “l’unione fa la forza” trova perfetta aderenza pratica. Un professionista intenzionato ad investire su un ufficio può cercare di contattare altri professionisti di sua conoscenza (ma non solo) per rendere l’ambiente destinato alla propria attività sostenibile, procedendo con una divisione delle spese sull’affitto, l’arredamento e le utenze. Ognuno di loro avrà uno spazio concordato e definito. È un sistema che abbatte notevolmente i costi e innesca collaborazioni professionali qualora i settori possano trovare terreno fertile. Non c’è necessariamente uno standard e le responsabilità sono solitamente equamente divise. Il punto debole del sistema è l’eventuale uscita di scena di uno dei coworker, ciò provocherebbe un’immediata impennata dei costi di gestione sul singolo e si renderebbe immediatamente necessaria la ricerca di nuove figure da includere nella famiglia. In un sistema del genere, qualora si disponesse di sale abbastanza grandi e accoglienti, potrebbero essere tenuti corsi di formazione e workshop inerenti le proprie competenze.

È questo un sistema che lascia largo margine decisionale, innesca collaborazioni, abbatte i costi e crea un ambiente positivo.

Come nel primo articolo non tirerò fuori statistiche ed infografiche su tutto un settore che andrebbe analizzato nei minimi dettagli. Spero soltanto di aver fatto chiarezza sui meccanismi che sono all’origine della modalità di lavoro definita come Coworking.

 

Piccola lista di Coworking:

 

 

 

 

 

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Categories: Coworking

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