In apnea, il mio metodo. Incontro con Marco Chiarini

Cosa c’è prima della telecamera?

Marco Chiarini, regista teramano, ci ha raccontato, in un bellissimo incontro di due ore, il suo approccio al lavoro ed al processo creativo.

In apnea: il mio metodo

Marco non si è avvalso di slide o supporti digitali ed il discorso si è articolato attraverso una riflessione colloquiale con gli uditori prima sul valore sociale dell’arte, poi sul concetto di arte e sulle differenze che corrono fra l’artista e l’artigiano.

È dunque venuta fuori la visione estetica e la poetica del protagonista dell’incontro, che ricorre costantemente a strumenti e concetti che fungono da propulsore per la creazione non solo di soggetti, ma anche di oggetti e ambienti che collaborano al concept e sviluppano la narrazione dell’opera.

Composizioni di cartapesta, plastici e disegni sono solo alcune delle soluzioni adottate per far si che un film possa acquisire un valore visivo chiaro e definito . Tali supporti possono essere d’aiuto anche nel mostrare un quadro d’insieme ai produttori che dovranno finanziare l’opera.

L’incontro si è chiuso con la proiezione ed il successivo commento di tre scene girate da Stanley Kubrick nel film Barry Lyndon, dove si sono palesate le scelte di carattere registico motivate da una poetica ben definita e lucida, che hanno fatto dell’autore statunitense un punto di riferimento mondiale della settima arte.

In apnea: il mio metodo

Marco si è dimostrato essere portatore sano di ispirazione e passione nel proprio lavoro.

Wide Open coworking ringrazia Chiarini per aver condiviso con il numeroso pubblico presente la propria esperienza.

Presto nuovi incontri con Vivere Freelance.

 

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